Tsarine, uno Champagne dedicato ai grandi zar.

 

Il marchio Chanoine Frères è ormai un classico della mia rubrica “Champagne a tutti i costi”, più volte ne ho parlato (qui e qui). Quando si avvicinano le feste di Natale è tradizione, soprattutto in Italia, trattarsi bene, per me significa una cosa sola, aprire bottiglie di un certo livello. Non che durante il resto dell’anno non lo faccia, ma a Natale l’atmosfera è quella giusta, un piatto speciale per l’occasione, la compagnia delle persone amate, insomma è tempo di Champagne. Per l’occasione ho voluto stappare una bottiglia della collezione “Tsarine”, curata interamente da Isabelle Tellier, la chef de cave di questo marchio, nella versione Premium Brut.

Questa linea di vini della maison Chanoine Frères è “un omaggio alla Russia degli zar, principale mercato estero dello Champagne nel 1700 e 1800”, così recita il comunicato stampa emesso da F.lli Branca, la nota azienda di Milano che importa principalmente questa linea di prodotti. Le bottiglie si ispirano fortemente a quel periodo storico, la forma delle stesse risulta appariscente e sfarzosa ma al contempo elegante. Citando testualmente il sito della maison, la seconda più antica della Champagne: “La linea è ispirata alla particolare atmosfera dei lunghi corridoi dei palazzi di San Pietroburgo, quando la moda parigina era oggetto di tutte le attenzioni e si discuteva con passione delle grandi opere del secolo dei Lumi, dell’Illuminismo”.

La Maison

Gli Champagne Tsarine, nel corso degli anni, hanno vinto svariati premi tra cui le ambite medaglie all’International Wine & Spirit Competition, nella versione Premium Brut e Rosé. La collezione è composta da sei vini, solo tre sono disponibili sul mercato italiano, ovvero Tsarine Cuvée Premium Brut, Tsarine Rosè e Tsarine Brut Millesimè. Le altre versione sono Demi-Sec, Premier Cru e lo “Tzarina” la bottiglia considerata Cuvée de Prestige.

Questo vino è il frutto di un classico taglio champenoise, 34% chardonnay – 33% pinot noir 33% – pinot meunier, caratterizzato dalla presenza di uve provenienti dai migliori vigneti dell’azienda ed allevati nelle zone più vocate della regione. 12% vol. purtroppo sul sito si fa fatica a reperire info utili e dettagliate sul vino. Dalla mia esperienza di degustatore il dosaggio non è inferiore ai 9 grammi litro e l’affinamento difficilmente si assesta al di sotto dei 24 mesi. La data di sboccatura non viene riportata in etichetta, ma considerando l’analisi gustativa, la stessa potrebbe risalire al secondo trimestre del 2017.

Champagne Tsarine Cuvée Premium Brut

Il vino si presenta particolarmente brillante ed in veste giallo paglierino ingentilito da rilessi oro antico, venature beige in controluce per via dalla presenza significativa, nella cuvée, di uve a bacca nera vinificate in bianco. Le bollicine hanno grana fine e scorrono allineate in archetti fitti e regolari, la persistenza è significativa anche a diversi minuti dalla mescita. 

Il naso mostra subito l’eleganza unita a quel tocco di potenza, che rappresenta il marchio di fabbrica della collezione Tsarine. Sentori fruttati di mango, uva spina e ribes bianco si intrecciano ad effluvi minerali che ricordano i gusci d’ostrica, la salsedine, il gesso. Affiorano ricordi floreali di gelsomino e frutta secca, la mandorla, il mallo di noce, ma anche acacia, una parte balsamica di muschio bianco e menta peperita a diversi minuti dalla mescita, un naso intrigante ed in continua evoluzione.

Il palato viene accarezzato da una bolla cremosissima, il sorso è vibrante in quanto a freschezza, si allinea in maniera esemplare ad una sapidità coerente ai sentori minerali percepiti al naso. S’avverte inoltre una sensazione di equilibrio gustativo notevole, un vino persistente, intenso e dalla beva irresistibile.

L’abbinamento

Non teme gli abbinamenti gastronomici più disparati, ma considerando il pranzo di Natale l’ho abbinato ad un piatto di canapè preparate con mousse di mortadella, salmone e robiola, acciughe e burro d’alpeggio, uova di lompo e burro di malga, vol au vent ripieni di salsa tonnata o con crema di Fontina DOP e funghi champignon.

Tirando le somme ho attribuito un punteggio pari ad 88 punti e considerando il prezzo medio di questo Champagne in GDO, 23-25 euro ed in Francia o 30-35 in Italia, non posso che definirlo un ottimo rapporto qualità prezzo.

La bottiglia mette d’accordo anche i fanatici delle etichette, elemento per me importante ma non fondamentale perché è il vino a fare la differenza, ma così come per un buon piatto, anche l’occhio vuole la sua parte, ed il marchio Tsarine ha un ruolo da protagonista. A questo punto, non mi resta che assaggiare tutto il resto del cast di questa interessante collezione dedicata ai grandi zar di Russia. 

Precedente Nathalie Tornay, la piacevolezza in un sorso di Bouzy. Successivo Pierre Moncuit, la complessità di Mesnil Sur Oger in un calice di Rosé.